I rendimenti dei Treasury statunitensi sono in rialzo dopo l'esito delle elezioni Usa, ma si mantengono sotto il 4,7%. La vittoria di Trump era ampiamente anticipata dai mercati, limitando ulteriori strappi nei tassi di interesse. Il Treasury biennale è al 4,28% e il decennale al 4,45%, con gli analisti che considerano il range 4,5-4,7% una potenziale area di acquisto finché non emergeranno maggiori dettagli sulle prossime mosse politiche.
L'outlook del mercato obbligazionario americano resta focalizzato su eventuali cambiamenti nelle politiche commerciali e fiscali, che potrebbero incidere su crescita e inflazione, con riflessi sui tassi USA.
Nell’Eurozona, i rendimenti dei titoli governativi registrano andamenti contrastanti, con il decennale francese e il Btp decennale in rialzo rispettivamente di 2 punti base al 3,18% e di 5 punti base al 3,73%, mentre il Bund decennale si attesta al 2,42%, in calo di un solo punto base.
Lo spread Btp-Bund si allarga a 131 punti base.
Il mercato obbligazionario europeo potrebbe risentire di riflesso dell’aumento dei rendimenti USA, tuttavia secondo quanto affermato da Vincent Chaigneu, head of research di Generali Investments, rimane meno chiara la dinamica dell’impatto sui rendimenti nell' area euro.
Sul fronte macroeconomico, il dato PMI dell’Eurozona conferma una stagnazione: a ottobre il PMI composito si attesta a 50 punti, con contrazioni in Germania e Francia che limitano l’espansione altrove. In Italia, il PMI servizi sale a 52,4 punti, il dato più alto in quattro mesi, sostenuto da ordini interni più solidi.
Adesso l’attenzione degli investitori si sposterà sulla Fed che domani comunicherà la decisione di politica monetaria.