I rendimenti dei Treasury statunitensi rimangono vicini al 4%, con il biennale al 4,001% e il decennale al 4,02%. Tale andamento riflette i recenti dati sull'occupazione Usa, che confermano la solidità dell'economia e rafforzano l'ipotesi di una Federal Reserve più cauta nel procedere con ulteriori riduzioni dei tassi. Gli investitori stimano ora una probabilità dell'89,5% per un taglio di 25 punti base nella riunione di novembre, continuando a monitorare con attenzione il contesto macro e geopolitico, incluso il conflitto in Medio Oriente.
In Europa, i rendimenti dei titoli di Stato seguono la tendenza al rialzo. Il tasso del Bund decennale si attesta al 2,24% dopo aver toccato un massimo di un mese al 2,26%, mentre il costo di finanziamento del Btp a 10 anni sale di 4 punti base al 3,55%, con lo spread Btp/Bund in lieve contrazione a 129 punti base, segnalando una riduzione del rischio percepito dagli investitori e innescando un ridimensionamento delle aspettative su un taglio dei tassi. La fiducia degli investitori europei, inaspettatamente in miglioramento a ottobre, riflette una crescita delle aspettative per il futuro, nonostante le preoccupazioni per la situazione attuale.
Sul fronte macro, i dati sugli ordini manifatturieri in Germania mostrano una contrazione del 5,8% su base mensile ad agosto, contro una stima di -2,8%. Questo calo rafforza i timori di debolezza nel settore industriale della prima economia europea.
Per i mercati obbligazionari, l'attenzione si sposta verso mercoledì, quando verrà pubblicato l'indice dei prezzi al consumo Usa di settembre. Una sorpresa al rialzo potrebbe alimentare la pressione su Fed e BCE, spingendo i rendimenti ulteriormente verso l’alto.