I rendimenti obbligazionari trattano in lieve rialzo dopo la riunione della Banca centrale europea, con il costo di finanziamento del Bund a dieci anni in espansione di 5 punti base a 2,46% e i rendimenti del Btp e Oat decennali in aumento di 6 punti base, rispettivamente al 3,76% e al 3,21%. Si verificano movimenti simili nei Treasury americani. Il biennale rende il 4,5% (+4 punti base) e il decennale il 4,23% (+5 puti base).
Nella giornata di ieri la Bce ha confermato i tre tassi, come il mercato aveva previsto. Quindi, il tasso sui rifinanziamenti principali resta quindi a 4,25%, quello sui depositi al 3,75%, e quello sui prestiti marginali al 4,50%. Gli esperti si aspettano un parziale raffreddamento dell’inflazione core nei prossimi due mesi e un conseguente taglio di 25 punti base nella riunione di settembre. Christine Lagarde, la numero uno dell’Eurotower, ha più volte ribadito che la politica monetaria non seguirà un percorso prefissato, ma piuttosto si avrà un approccio dipendente dai dati. Dopo settembre, gli esperti di Morgan Stanley pensano che il taglio successivo avverrà a dicembre.
"Il mercato sta attualmente valutando ulteriori 45 punti base di taglio per quest'anno, il che è sostanzialmente in linea con la nostra previsione di base, che da tempo vede tre tagli per l'anno. Tuttavia, il tasso terminale di circa il 2,5%, ben al di sopra delle stime sul tasso neutrale per l'area dell'euro, indica un'elevata preoccupazione per l'inflazione dell'ultimo miglio", aggiunge Konstantin Veit, portfolio manager di Pimco.