I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona accennano ad uno storno controllato, dopo i forti rialzi registrati ieri. Il costo di finanziamento del Bund decennale resta sopra la soglia psicologica del 3% e si attesta al 3,09%, il Btp scende al 3,85%. Non riesce invece a stornare il T-Bond Usa.
«Brutti movimenti sui titoli di Stato che sembrano accusare il colpo di un petrolio in ripresa», commenta David Pascucci, Market Analyst di Xtb. "Un movimento di mercato di fatto poco logico in termini di aspettative in quanto, se il prezzo del petrolio scende, i titoli di Stato non vedono forti ribassi dei rendimenti, mentre se il petrolio sale di poco rispetto a quanto visto ultimamente, allora i titoli di Stato reagiscono subito», prosegue l'esperto.
«Il mercato è quindi molto sensibile ai rialzi del petrolio ma poco sensibile ai ribassi, una dinamica alquanto singolare considerando la forte correlazione che troviamo tra petrolio e rendimenti dei titoli», dichiara Pascucci. "Questa situazione potrebbe cambiare drasticamente nel momento in cui usciranno i prossimi dati dell'inflazione Usa previsti per prossima settimana e soprattutto quanto la Fed inizierà a pubblicare gli studi delle sue task force riguardo l'andamento dell'inflazione e degli altri dati macro oggetto di revisione», conclude l'esperto. (riproduzione riservata)