I rendimenti del mercato obbligazionario europeo proseguono la loro lenta discesa anche nella seduta odierna, con il Bund tedesco a -0,17% e lo spread Btp/Bund che gravita intorno ai 112 punti base.
Eppure questa mattina i dati provenienti dagli indici preliminari dei direttori degli acquisti di giugno avevano fornito ottimi risultati. In particolare il PMI composito dell’Eurozona – elaborato da Ihs Markit – si è attestato a 59,2 punti, battendo non solo il risultato del mese scorso (57,1) ma anche le stime di quello attuale (58,8). Anche per quanto riguarda il settore dei servizi si registra un miglioramento dell’indice che sale a quota 58 punti, sorprendendo ancora una volta le aspettative del consensus.
C. Williamson di IHS Markit sostiene che il netto incremento della domanda abbia dettato il passo all’economia dell’area Euro, che si sta espandendo a ritmi mai visti negli ultimi 15 anni. Indubbiamente l’allentamento delle misure anti-Covid – nonché i rapidi progressi della campagna vaccinale – hanno agevolato lo sviluppo dei settori. Tuttavia – sostiene Williamson – il maggior vantaggio tratto dal graduale ritorno alle condizioni di vita pre-pandemiche è certamente l’aumento della spesa e delle assunzioni, dettato dal generale ottimismo delle aziende.
Nella conferenza di ieri, il presidente della Fed Jerome Powell è intervenuto sull’inflazione, dichiarando come questa provenga dalle categorie direttamente interessate alla riapertura, con una domanda estremamente forte che ha colto alla sprovvista l’offerta. Sembra tuttavia fiducioso su una futura riduzione dell’inflazione, ribadendo tuttavia che ci vorrà ancora del tempo prima di poter modificare la politica monetaria della Fed.