I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona trattano in calo. Il Bund decennale scende di 5 punti base al 2,25%, mentre il Btp a 10 anni registra un ribasso di 2 punti base, attestandosi al 3,64%.
La massa monetaria M3 dell'Eurozona è cresciuta del 2% a luglio, in linea con il dato di giugno ma al di sotto delle aspettative degli economisti. Questo dato, insieme a un modesto aumento dei prestiti alle famiglie e alle imprese, suggerisce che i tassi di interesse elevati stanno continuando a limitare l’accesso al credito, incidendo sulla crescita economica.
Secondo gli strategist di Mps, il tono delle dichiarazioni di alcuni membri della BCE è stato alquanto divergente, da una parte, Klaas Knot ha espresso la necessità di ulteriori dati prima di considerare un taglio dei tassi, mentre il portoghese Mario Centeno si è mostrato più fiducioso riguardo alla direzione futura della politica monetaria; lasciando però inalterate le attese sui tagli.
Oggi i mercati osservano con attenzione l'indice ZEW tedesco e i prezzi alla produzione (PPI) negli Stati Uniti. Il primo ha messo in luce le difficoltà dell'economia tedesca. Il PPI statunitense, invece, ha mostrato un rallentamento a luglio, risultando migliore delle attese. Questo dato rafforza le aspettative di un imminente taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, previsto per settembre.
In Italia, il fatturato dell’industria a giugno mostra un lieve aumento dello 0,1% su base mensile, evidenziando la debolezza del mercato interno, compensata solo parzialmente dalla maggiore vivacità delle vendite estere.
Questa settimana si attendono i dati sull'inflazione dell'Eurozona e il core PCE statunitense, che saranno cruciali in vista delle prossime decisioni di politica monetaria.