I rendimenti dei titoli governativi dell'Eurozona trattano in calo. Il costo di finanziamento del decennale francese scende al 2,872% e il Bund decennale si attesta al 2,155%. In calo anche il rendimento del Btp a 10 anni al 3,535%, con lo spread Btp-Bund in contrazione a 137,2 punti base.
Negli Stati Uniti, i rendimenti dei Treasury trattano in ribasso, con Il decennale che si attesta al 3,674% e il biennale al 3,650%. Il mercato attende i dati sull'inflazione americana previsti per domani e giovedì, per valutare l'entità di un possibile taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, previsto nella riunione del 17-18 settembre.
Sul fronte macroeconomico, la produzione industriale italiana di luglio è calata dello 0,9%, deludendo le attese (-0,1%), mentre in Germania l'inflazione di agosto si è ridotta dello 0,1% mensile, segnando una crescita su base annua dell'1,9%.
Il sentiment di mercato riflette l’incertezza sui futuri passi delle banche centrali. Sebbene l'inflazione si stia moderando, rimane instabile, complicando le scelte di politica monetaria della BCE e della Fed. Come evidenziato da Morgan Stanley, un altro fattore critico per le banche centrali, è il ruolo dei tassi di cambio; nell'agosto 2024, l'euro si è rafforzato rispetto al dollaro a causa delle divergenze sulle aspettative delle banche centrali, contribuendo a contenere temporaneamente l'inflazione.
Tuttavia, un' eventuale apprezzamento del dollaro potrebbe fare salire il costo delle importazioni, contribuendo di conseguenza all'inflazione importata in Europa.