I prezzi dei titoli governativi europei restano stabili con il rendimento del Btp decennale poco sopra al 4% e quello del Bund decennale al 2,57%. Lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco è rimasto pressoché invariato a 143,2 pb.
Quasi tutti i membri del Consiglio direttivo della Bce si sono dichiarati d'accordo con la proposta del capo economista Philip Lane di abbassare di 25 punti base i tre tassi di interesse chiave. "Sulla base della valutazione aggiornata delle prospettive di inflazione, della dinamica dell'inflazione sottostante e della forza della trasmissione della politica monetaria, si è ritenuto opportuno moderare il grado di restrizione della politica monetaria dopo nove mesi di tassi fermi". Questo è quanto emerso dai verbali relativa all’ultima riunione della Bce (5-6 giugno). Si sostiene però che "è stata espressa una posizione di dissenso, sostenendo che i dati in arrivo dall'ultima riunione e i rischi al rialzo per l'inflazione non supportano l'ipotesi di un taglio dei tassi. In particolare, le attuali pressioni inflazionistiche evidenziate dai dati recenti hanno mostrato una certa vischiosità dell'inflazione. Questa vischiosità potrebbe essere esacerbata da diversi rischi geopolitici. Inoltre, un disaccoppiamento dal percorso dei tassi di interesse statunitensi rischierebbe di aumentare le pressioni inflazionistiche attraverso gli effetti del tasso di cambio".
Per quanto riguarda il futuro, i membri hanno sottolineato che verranno mantenuti dei tassi sufficientemente restrittivi per tutto il tempo necessario a raggiungere il target inflazionistico del 2%, quindi si manterrà un approccio dipendente dai dati senza seguire un percorso predefinito, in modo da mantenere la piena opzionalità.