I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona trattano in lieve ribasso, con il costo di finanziamento del Bund decennale che scende al 3,04%.Stessa cosa per il Btp decennale, appena sotto il 4%, e cala anche il T-bond Usa.
"Dato che l'inflazione era già in aumento prima della guerra, ritengo che aumentare la protezione dall'inflazione sia l'azione di portafoglio primaria da considerare. Con i breakeven rimasti pressoché invariati e con le prossime rilevazioni dell'indice dei prezzi al consumo probabilmente molto elevate nei prossimi mesi, i titoli indicizzati all'inflazione appaiono convenienti", afferma Arif Husain, Cfa, Head of Global Fixed Income e Chief Investment Officer di T. Rowe Price. "Una seconda area di posizionamento riguarderà il modo in cui le banche centrali reagiranno al forte aumento dei prezzi dell'energia. Sono possibili due tipi di errore di politica monetaria: alcune banche centrali potrebbero aumentare i tassi quando non dovrebbero (soffocando così le loro economie); altre potrebbero ignorare il picco dei prezzi energetici e restare inattive (con il rischio di far salire le aspettative di inflazione). Poiché molti istituti hanno governatori vicini alla fine del loro mandato, potenzialmente motivati a lasciare un'eredità positiva in termini di politica monetaria, è probabile che entrambi i tipi di errore si verifichino con una certa frequenza", conclude l'esperto. Nel frattempo, sul fronte macro, il sentiment economico nell'area euro è diminuito a marzo, con l'indice sceso a 96,6 punti dai 98,2 rivisti del mese precedente, secondo i dati della Commissione Europea. (riproduzione riservata)