Il rendimento dei contratti decennali nell’area euro tratta in media in netto ribasso. Il costo di finanziamento del Bund si ferma al 2,83%, il Btp al 3,46%, la Francia al 3,5%. «Oggi il calendario è povero di dati macro importanti. Domani segna l'inizio ufficioso della stagione delle trimestrali, con le banche d'investimento americane che tradizionalmente aprono le danze», afferma Simon Wiersma, Investment Manager di Ing. «Per le società dell'indice S&P 500 si prevede una crescita media degli utili dell'8,9%, con un aumento dei ricavi del 7,3% nel quarto trimestre 2025. Riteniamo che queste aspettative saranno superate nel 75% dei casi», puntualizza l'esperto. Nel frattempo, la resilienza del mercato del lavoro statunitense rafforza le scommesse su una pausa nei tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, facendo salire i rendimenti dei Treasury, soprattutto sulla parte a breve della curva.
Sul fronte obbligazionario, afferma Antonio Cavarero, Head of Investments di Generali Asset Management, le scelte di investimento saranno guidate dalle aspettative su inflazione e politiche fiscali. Tutti i governi sono chiamati ad impegni importanti e spesso crescenti, sia per affrontare necessità vecchie e nuove, o anche solo per accontentare gli elettori. Tutto questo, puntualizza l'esperto, incide sui tassi, soprattutto quelli a lunga scadenza, come ben evidenzia il comportamento del Treasury a 30 anni, sostanzialmente indifferente ai tagli effettuati dalla Fed negli ultimi 15 mesi. I Btp restano per l’esperto un'opzione molto valida. (riproduzione riservata)