I rendimenti dei titoli di Stato italiani registrano un calo, con il Btp decennale che scende di al 3,66% dopo lo svolgimento delle aste del Tesoro per Btp e Ccteu ,con una domanda che supera l'offerta, evidenziando un forte appetito per i titoli di Stato italiani. Il Btp a 5 anni viene collocato con un rendimento in calo al 3,08%, il Btp a 10 anni con rendimento in calo di 8 punti base a 3,68%. In controtendenza, il Ccteu a 8 anni ha registrato un aumento del rendimento di 5 punti base, salendo al 4,94%.
Lo spread Btp/Bund rimane stabile a 138 pb.
Guardando alla curva dei Btp, si nota una tendenza a scendere nel segmento 2-3 anni e secondo quanto afferma Francesco Castelli, responsabile obbligazionario di Banor, stare sul cinque anni, è comunque una buona scelta, poiché consente di stare sopra il 3% di rendimento. Pertanto, i Btp continuano a rappresentare un'opzione da considerare attentamente.
Sul fronte macro, Il calo dell'inflazione in Germania, scesa all'1,9% ad agosto, per la prima volta in 3 anni sotto l’obiettivo del 2%, apre la strada a possibili ulteriori tagli dei tassi da parte della Banca Centrale Europea. Tuttavia, questo calo è dovuto in gran parte alla significativa riduzione dei prezzi dell'energia.
Anche il tasso d'inflazione di fondo, è stato inferiore rispetto al mese precedente (2,8%), ma comunque ben al di sopra del 2%.
Negli Stati Uniti, il PIL del secondo trimestre è stato rivisto al rialzo al 3%, confermando la solidità dell'economia. Le spese personali per i consumi sono salite al 2,9%, superando sia la stima del 2,3% sia il dato del primo trimestre. Parallelamente, l'indice dei prezzi del PIL è stato corretto al rialzo al 2,5%, insieme a lievi aumenti nelle misure dei prezzi PCE e PCE core.