I rendimenti obbligazionari nell'Eurozona mostrano una tendenza al ribasso dopo la recente lettura del Pmi Eurozona. Il rendimento del Bund decennale si attesta al 2,27%, in calo di 4 punti base, mentre il Btp a 10 anni scende di 3 punti base, al 3,52%. Lo spread Btp-Bund rimane stabile a 125 punti base, con attenzione rivolta alla revisione del rating sovrano dell'Italia da parte di Moody’s, attesa in serata. Attualmente, l'Italia si trova a Baa3, appena sopra il non investment grade, con outlook stabile. Gli esperti di Unicredit indicano che, sebbene l'Italia stia migliorando in termini di sostenibilità del debito, la prospettiva di un incremento delle tensioni commerciali e incertezze geopolitiche potrebbero limitare la modifica dell'outlook da stabile a positivo.
Sul fronte macroeconomico, il dato Pmi dell'Eurozona evidenzia segnali di debolezza economica. L'indice Hcob Flash PMI Composito scende a 48,1 punti a novembre, segnalando una contrazione della produzione, la più grave da gennaio. La contrazione riguarda sia il settore manifatturiero, che accelera il calo, sia il terziario, che scende per la prima volta in dieci mesi. Questo indebolisce ulteriormente le aspettative per la crescita dell'Eurozona, con gli economisti di ING che suggeriscono che la BCE dovrà valutare se il PMI sia un segnale di allarme o una fluttuazione temporanea.
In Germania, la crescita economica resta contenuta, con un aumento dello 0,1% nel terzo trimestre, confermando un'economia stagnante nel 2024.
Negli Stati Uniti, invece, il settore terziario e il settore manufatturiero vedono miglioramenti, con il Pmi servizi di novembre che raggiunge il massimo da 32 mesi a 57 punti, e il Pmi manifatturiero che mostra segnali di stabilizzazione, salendo a 48,8 punti a novembre.