Preoccupa maggiormente rispetto al passato l’inflazione che stiamo osservando crescere, spinta soprattutto dal settore energetico e dalle strozzature dei commerci post lockdown; Brad Tank, direttore degli investimenti per il comparto fixed income di Neuberger Berman, afferma che le impennate degli ultimi trent’anni non hanno provocato un aumento generale del livello inflattivo, ma ora ciò potrebbe esser ben differente ed avrà un impatto sugli utili e sul merito di credito di molte società.
Generazione inflazione, è questo il titolo delle prospettive settimanali dell’esperto, il quale porta alla luce i problemi ormai conosciuti e soprattutto temuti dai mercati: non solo i ritardi cronici nella logistica e le continue vendite sui titoli di Stato, ma anche la transizione verso un’economia green, a basso utilizzo di combustibili fossili, la quale necessariamente implica nel breve termine un utilizzo massiccio di questi ultimi, fattore che può fungere da ulteriore traino per le performance degli energetici.
Parlando di dati macroeconomici, oggi è stato rilasciato dall’istituto Markit l’indice dei direttori agli acquisti del settore dei servizi della zona Euro, il quale va leggermente oltre le aspettative, portandosi a 56,4 punti dai 56,3 previsti, in calo però dai precedenti 59 punti. Il dato è stato pubblicato anche in Germania e si attesta a 56,2 punti, superando le attese, mentre in Italia queste ultime vengono deluse ed il dato scivola di 2,5 punti dall’ultimo rilascio, ma diminuisce il deficit pubblico nazionale relativo al Q2, portandosi al 7,6% dal precedente 13%.
Per quanto riguarda Btp e Bund decennali, i loro rendimenti si trovano ora rispettivamente allo 0,824% ed al -0,2105%, con il loro spread a quota 103,9 p.b.