Prosegue la discesa dei rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona, con il costo di finanziamento del Bund decennale che scende di 2 punti base al 3%, in scia ai netti ribassi del petrolio, mentre il mercato spera nell'accordo di pace tra Usa e Iran. Il Btp si porta a sua volta al 3,74%, stabile il T-Bond.
Lo scenario meno severo elaborato dalla Bce, che un accordo tra Stati Uniti e Iran renderebbe plausibile, prevede un prezzo del petrolio intorno agli 88 dollari al barile nel terzo trimestre del 2026, un'inflazione in calo sotto il target nel 2027 e una crescita economica all'1,4% nel 2027 e all'1,6% nel 2028.
Ieri i mercati non scontavano ancora pienamente questo scenario più benigno, ma piuttosto una riduzione dei rischi di coda e la crescente convinzione che la fase più critica potesse ormai essere alle spalle. «I rendimenti decennali americani sono scesi di circa 10 punti base, gli spread creditizi si sono compressi verso i minimi recenti, il cambio Eur/Usd ha recuperato verso 1,16 dopo essere sceso sotto 1,15 nelle ore precedenti l'annuncio. Oro e Bitcoin sono saliti entrambi», riporta Gabriel Debach, market analyst di eToro. Un'intesa per mettere fine al conflitto in Medio Oriente, con un conseguente calo del petrolio da 112 a 88 dollari al barile, contribuirebbe a risolvere alla radice buona parte delle pressioni inflative che preoccupano la Bce. (riproduzione riservata)