I Mercati obbligazionari dell’Eurozona stanno assistendo ad un inizio di settimana caratterizzato da consistenti vendite, i rendimenti di Btp italiani e Bund tedeschi con scadenza decennale sono al momento rispettivamente dello 0,919% e del -0,1195%, con lo spread Btp-Bund in leggero ampliamento dalla lettura precedente, ora a 103,7 punti base.
Il forte incremento dei rendimenti dei titoli di Stato potrebbe esser un test dei mercati della Bce in merito alle dichiarazioni di transitorietà dell’inflazione, afferma Piet Haines Christiansen, capo strategist di Danske Bank, aggiungendo come sia poco probabile che venga inasprita la politica monetaria se un aumento dell’inflazione è e rimarrà principalmente dovuto a problemi di approvvigionamento ed ai prezzi dell’energia, senza veder dunque crescere l’inflazione sottostante ed i salari.
Intanto Citi si aspetta che il rendimento del Bund tedesco a 10 anni si mantenga su una media del -0,25% da qui a fine anno, insistendo su come la crisi energetica non sia abbastanza per cambiare la visione sui rendimenti, puntualizzando come tali siano probabilmente vicini al loro picco.
Crescono le paure a riguardo della stagflazione negli Stati Uniti ed in Europa, e questo rischio ad oggi è maggiormente concreto, difatti il prezzo del Petrolio continua ad apprezzarsi e le previsioni di crescita del Pil sono viste al ribasso. In particolare Goldman Sachs ha abbassato le stime di crescita per gli Usa dello 0,1% nel 2021, con previsione per il 2022 in calo al 4% dal 4,4% precedente.
Le Banche centrali cominciano a pensare di alzare i tassi. Canada, Brasile ed UK hanno dichiarato di aumentarli nel 2022, mentre Bce e Fed rimangono per ora ancorate alla loro narrativa di inflazione transitoria.