Nell’ultimo lunedì di giugno sul mercato obbligazionario europeo si osserva un ulteriore restringimento dello spread Btp/Bund, che scende intorno ai 106 punti base dopo l’intervento accomodante del membro del Comitato Esecutivo Bce, F. Panetta.
L’esperto ha descritto il ruolo fondamentale svolto dalla politica monetaria nella stabilizzazione dei rendimenti, tuttora necessaria nonostante il miglioramento delle prospettive economiche. Ha sottolineato infatti che la pandemia non è ancora stata superata – come testimoniato dalla diffusione della nuova variante Delta – e l’esperienza passata sconsiglia vivamente un affrettato taglio sugli acquisti di titoli, che potrebbe rivelarsi deleterio per le condizioni di finanziamento. La forward guidance sulla politica monetaria – continua Panetta – sarà indispensabile per la credibilità dell’azione Bce nonché per le aspettative inflazionistiche. A tal proposito aggiunge che l’Istituto Centrale ha intenzione di mantenere bassi tassi di interesse finché le prospettive di inflazione non convergeranno manifestamente sull’obiettivo prefissato. Alla luce di quanto asserito da Panetta, Citigroup si aspetta un’estate tranquilla per le obbligazioni sovrane.
Barclays intanto si interroga sugli scenari post-Pepp: secondo gli strategist il ritmo di acquisti si affermerà intorno ai 60 mld di euro nel 2022 soprattutto nel programma di Qe regolare. Se così fosse la Bce continuerebbe ad assorbire un’ampia porzione dell’offerta netta di titoli di Stato.
Il rendimento del Bund oggi registra un leggero calo (-0,17%) e secondo Barclays la mano ferma della Bce impedirà al titolo tedesco di essere scambiato al di sopra della parità almeno per i prossimi mesi.