I dati sull'occupazione statunitense si sono indeboliti negli ultimi mesi. Gli investitori sembrano essere diventati progressivamente convinti che, in questo contesto, la Federal Reserve dovrebbe tagliare i tassi, dando maggiore enfasi al rallentamento dell'economia piuttosto che all'inflazione, nonostante quest'ultima sia ancora ben al di sopra dell'obiettivo. In effetti, sottolineano gli strategist di Unicredit, "il calo dei rendimenti nominali è stato guidato da rendimenti reali più bassi e da un premio per il rischio inferiore. Rendimenti reali più bassi riflettono un momentum economico più debole. Inoltre, rendimenti reali più bassi possono riflettere incertezza riguardo al livello del tasso naturale".
In un recente discorso, il membro della Fed Steven Miran ha discusso le ragioni per cui il tasso naturale potrebbe diminuire in futuro. Infine, l'incertezza legata a una possibile chiusura del governo potrebbe giocare un ruolo nel breve termine nel mantenere contenuti i rendimenti dei Treasury, poiché ciò potrebbe pesare negativamente sulla crescita, avvertono gli strategist.
"Siamo perplessi per due aspetti di questo calo del rendimento dei Treasury decennali. Primo, gli investitori sembrano non preoccuparsi delle continue interferenze da parte di Washington sulla Fed. Questo potrebbe minare l'indipendenza della banca centrale, con implicazioni negative per le aspettative di inflazione. Secondo, un calo del premio a termine indica che gli investitori non sono troppo preoccupati per l'elevato (e crescente) debito pubblico statunitense né per un possibile indebolimento della domanda da parte degli investitori esteri", concludono da Unicredit. (riproduzione riservata)