I mercati obbligazionari restano tranquilli dopo la decisione della Federal Reserve di ridurre i tassi di interesse di 50 punti base, come ampiamente previsto dai future sui Fed Funds. Il rendimento del Bund decennale tratta stabile al 2,19%, mentre quello del Btp decennale in lieve calo al 3,55%, mantenendo lo spread Btp-Bund a 136,2 punti base.
Sebastiano Chiodino di Generali Asset Management osserva che la Fed ha dato un segnale chiaro: il sostegno all'economia è prioritario, con un focus sui dati di crescita e occupazione. Tuttavia, questa decisione potrebbe influenzare la BCE, che al momento non sembra intenzionata a un intervento immediato. La probabilità di un'azione della BCE a ottobre rimane intorno al 30%, e la sua politica potrebbe essere meno reattiva rispetto alla Fed.
Negli Stati Uniti, il rendimento del Treasury biennale tratta poco mosso al 3,60%, mentre il costo di finanziamento del decennale si attesta al 3,73% in rialzo di 4 punti base.
Oggi, la Bank of England ha mantenuto il tasso di riferimento invariato al 5%, coerente con le aspettative di un approccio graduale alla rimozione delle restrizioni monetarie. La BoE continuerà a monitorare attentamente l'inflazione e le condizioni economiche, mantenendo una politica monetaria restrittiva.
Tra i dati macroeconomici, l'indice Filadelfia Fed di settembre è a 1,7 punti, in miglioramento rispetto alle attese e al dato precedente (-7,0). Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione scendono a 219.000 unità, rispetto ai 230.000 attesi, suggerendo una certa robustezza del mercato del lavoro.