I rendimenti dei titoli di stato dell’eurozona trattano incontrastati, con il Bund decennale in lieve rialzo di 2 punti base al 2,41% e il Btp a 10 anni in calo di un punto base al 3,65%, con lo spread Btp-Bund poco mosso, in lieve calo a 125 punti base. Il focus degli investitori è rivolto alle elezioni americane, in quanto il risultato potrebbe innescare rilevanti variazioni nei flussi finanziari globali, almeno nel breve periodo.
In caso di vittoria di Donald Trump, si potrebbe verificare un aumento dei rendimenti dei Treasury e un probabile ribasso dei prezzi. Tale scenario renderebbe i titoli del Tesoro USA più appetibili, potenzialmente spingendo gli investitori a disinvestire dai BTP italiani, con un conseguente incremento dei rendimenti italiani. Con una vittoria democratica, invece, non sono previsti cambi significativi di direzione per il mercato obbligazionario.
Sul fronte macroeconomico, l'indice ISM non manifatturiero degli Stati Uniti sale a ottobre a 56 punti, superando il consensus di 53,3 e indicando un'espansione dell'attività nel settore terziario, mentre l’ Indice dei direttori agli acquisti del settore terziario flette a 55 punti, al di sotto del consensus e in calo rispetto al dato precedente.
Si segnala inoltre che la Reserve Bank of Australia (Rba) conferma il cash rate al 4,35%, mantenendosi tra le ultime banche centrali ad evitare un allentamento monetario. Gli investitori restano prudenti, con previsioni di inflazione incerte e prospettive di stabilità dei tassi fino a maggio 2025, secondo Morgan Stanley.