I rendimenti delle obbligazioni governative dell’Eurozona sono in lieve aumento, con il costo di finanziamento del Btp decennale in crescita di 4 punti base al 3,82% e quello del Bund decennale al 2,52% con lo spread Btp/Bund poco sotto i 130 punti base.
Nel mercato obbligazionario si segnalano nuove emissioni di bond, oltre a quelle già programmate, tra cui: un bond francese legato all’inflazione, un titolo dell’Austria a 15 anni, un nuovo bond triennale del Portogallo, gilt a 5 anni del Regno Unito e titoli a 10 anni emissa da Germania e Grecia.
Sul fronte delle Banche centrali, Christine Lagarde ha ulteriormente rafforzato l’ipotesi del taglio dei tassi dalla Bce nella riunione del 6 giugno, dato che l’inflazione dell’Eurozona al 2,4% non è lontana dal target del 2%. Tuttavia, la presidente della Bce è rimasta vaga sulle mosse successive a giugno, sostenendo che le scelte saranno frutto di una decisione collettiva e che attualmente è difficile fare previsioni. La Bundesbank tedesca però ha adottato oggi un tono più cauto sottolineando che, di recente, la crescita dei salari è stata più forte del previsto; ciò potrebbe significare che la pressione è ancora elevata sui prezzi dei servizi e potrebbe durare più a lungo del previsto. Per questo, si aspettano una crescita futura dell’inflazione tedesca più elevata del 2,4% registrata nel mese di aprile. Infine, si sono espresse le Banche centrali della Nuova Zelanda e dell’Indonesia sulle politiche monetario ed entrambe hanno confermato i tassi d’interesse, rispettivamente al 5,50% e al 6,25%.