La seduta odierna registra un lieve rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, con il Bund tedesco che sale a -0,19%. Stabile intorno ai 108 punti base lo spread Btp/Bund, dopo la conferma del rating italiano da parte di Fitch.
L’attenzione degli investitori è del tutto incentrata sulla riunione Bce di giovedì. Morgan Stanley evidenzia un perdurante grado di short duration, sebbene i funzionari Bce abbiano negato la rimozione anticipata del supporto politico. Prevede infatti un ribasso immediato sui rendimenti, unitamente al rialzo delle curve e alla contrazione degli spread, qualora fossero date spiegazioni accomodanti nella prossima conferenza.
Sul punto interviene anche Societe Generale, asserendo che, senza conferme sull’accelerazione del ritmo di acquisti, soltanto un linguaggio accomodante durante la riunione potrebbe scongiurare – almeno temporaneamente – l’ipotesi di selloff. La banca aggiunge inoltre che sono previsti rialzi sul PIL della Bce, mentre sull’inflazione non vi sarebbero modifiche sostanziali.
Significative riduzioni sui volumi di acquisto Bce sono attese – secondo Nordea – solo ad agosto, a seguito delle diminuzioni di emissioni di titoli di Stato e verranno confermati tagli anche nella riunione di settembre, prevedendo il termine del piano Pepp a marzo 2022.
Nemmeno per U. Kastens di DWS sono attese modifiche al programma del Qe pandemico nella prossima riunione: spiega infatti che la maggioranza del Consiglio direttivo dovrebbe preferire acquisti obbligazionari elevati nel terzo trimestre.
La limitazione a ulteriori, graduali rialzi dei rendimenti porterebbe a un aumento del volume di acquisti, tuttavia secondo l’economista l’elevata incertezza economica sarà il fattore decisivo.