La seduta odierna registra un lieve rialzo dei rendimenti sul mercato obbligazionario europeo, con il tasso di finanziamento del Bund tedesco che sale a -0,18% mentre lo spread gravita intorno ai 108 punti base. Nonostante i dati macro evidenzino un’accelerazione della ripresa economica nell’Eurozona, secondo Morgan Stanley la maggiore rigidità delle condizioni finanziarie nonché le prospettive di inflazione deboli non indurranno la BCE a valutare rallentamenti nel ritmo attuale degli acquisti. Inoltre, alla luce degli interventi favorevoli all’espansione della politica monetaria formulati dai funzionari BCE, non è previsto almeno nel breve termine l’ipotesi di tapering. Tuttavia un monito giunge da C. Rieger di Commerzbank, il quale spiega che nei prossimi mesi gli investitori saranno incentivati ad approfittare dell’aumento del carry nei prodotti con spread a lunga durata: ribadisce però che questo andrà a intaccare solo in minima parte i rendimenti dei Bund, rallentandone semplicemente l’aumento.
Sul futuro del PEPP maggiori informazioni arriveranno con la riunione BCE prevista il prossimo 10 giugno. NordLB esclude nette modifiche al piano di acquisti perlomeno nel terzo trimestre, sostenendo che una riduzione del ritmo di acquisto del QE pandemico sarà giustificato soltanto da un forte aumento della pressione inflazionistica e comunque non prima del quarto trimestre.
Ottimistiche considerazioni circa il terziario dell’Eurozona sono quelle fornite da C. Williamson di IHS Markit. Il settore ha infatti registrato un forte recupero –previsto costante per tutta l’estate – dovuto anche all’allentamento delle restrizioni e la prosecuzione della campagna vaccinale, portando la domanda per le aziende ai livelli pre-covid.