I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona trattano anche in rialzo, con i prezzi del petrolio che alimentano i timori di un ritorno dell'inflazione e, di conseguenza, di politiche monetarie più aggressive da parte delle Banche centrali. Il costo di finanziamento del Bund decennale sale al 3,01%, il Btp si ferma al 3,93%. Stabile il T-bond, che resta poco sotto il 4,4%.
I mercati obbligazionari restano guidati dalle notizie dal Medio Oriente, ma la dinamica sottostante è cambiata negli ultimi giorni, affermano gli economisti di Commerzbank. "L'attenzione potrebbe spostarsi dal combattere l'inflazione ai suoi effetti collaterali", concludono gli esperti.
Nel frattempo, sul fronte macroeconomico, gli indici Pmi preliminari di marzo hanno indicato un indebolimento della crescita della produzione del settore privato dell'Eurozona, causato dalla riduzione dei nuovi ordini.
In particolare, dopo l'inizio del conflitto in Medio Oriente, si è registrata una forte impennata del tasso di inflazione dei costi, la più rapida da più di tre anni. Anche i prezzi di vendita sono saliti notevolmente, ma l'accelerazione è stata molto meno accentuata rispetto ai costi.
Il conflitto ha anche causato problemi nella catena distributiva, con il settore manifatturiero che ha registrato i ritardi maggiori nei tempi di consegna da più di tre anni e mezzo.
Allo stesso tempo, le aziende del settore privato monitorate dall'indagine hanno lievemente ridotto i loro livelli occupazionali e si sono mostrate di gran lunga meno ottimiste sulle previsioni dell'attività nei prossimi 12 mesi rispetto a febbraio. (riproduzione riservata)