La seduta odierna prosegue il trend settimanale, con una lieve discesa dei rendimenti obbligazionari europei: il tasso di finanziamento del Bund infatti scende a -0,19%, mentre lo spread Btp/Bund si conferma intorno ai 108 punti base.
Gli occhi degli investitori sono puntati – oltre che ai payroll USA previsti questo venerdì – soprattutto alla riunione della Bce in agenda la prossima settimana, in cui si deciderà il futuro del PEPP e la cui guidance influenzerà notevolmente gli spread dell’Eurozona nel breve termine. Secondo F. Spaete di Generali Investments, non saranno discussi tagli ai volumi di acquisto del QE pandemico o quantomeno saranno minimi: spiega infatti che gli emittenti dei titoli di stato dell’Eurozona hanno già soddisfatto la metà del proprio fabbisogno annuale di finanziamento obbligazionario e si prevedono emissioni meno ingenti nel futuro.
Maggiori perplessità giungono invece dalle considerazioni di K. Utermoehl di Allianz, la quale evidenzia le complessità del piano di azione Bce. Un comportamento più prudenziale che aumenti il ritmo di acquisto alimenterebbe le aspettative di ulteriori accrescimenti del Pepp: al contrario, rallentando il ritmo si darebbe il segnale di un tapering nel prossimo futuro, costringendo la Bce a valutare strategie mirate verso maggiori acquisti al fine di calmierare l’inaspettato incremento dei rendimenti nel terzo trimestre.
Citi pone l’attenzione sul mercato primario, evidenziando che a Giugno le emissioni lorde dei titoli di debito sovrano saranno altamente al di sopra delle media mensile prevista per il 2021.
L’Italia in particolare sarà la più attiva, con volumi previsti intorno ai 40mld di euro. Secondo gli strategist di Unicredit l’obiettivo prefissato dall’Italia è accelerare i progressi di finanziamento prima della pausa estiva.