Sul mercato obbligazionario dell'Eurozona prevale la stabilità, con gli investitori che guardano oltre i dati sul Pil dell'area euro nel primo trimestre, che ha certificato la seconda recessione tecnica del blocco in meno di un anno. Lo spread ha chiuso stabile a ridosso dei 112 punti base. L'economia della zona euro si è contratta dello 0,6% nei primi tre mesi dell'anno rispetto all'ultimo trimestre del 2020, dopo un altro calo nel quarto trimestre, ma con le vaccinazioni in netto progresso e una diffusione stagionalmente più lenta del coronavirus, i dati sulle infezioni dovrebbero continuare a diminuire nelle prossime settimane.
Già nella giornata di ieri, i movimenti delle obbligazioni sovrane e societarie hanno mostrato che il mercato sta scontando una maggiore crescita e inflazione. Mentre l'S&P 500 ha raggiunto nuovi massimi nella sessione, il credito societario degli Stati Uniti si è generalmente inasprito, anche se l'Europa presenta tutt'ora un quadro misto, con spread investment-grade più morbidi ma un inasprimento nei titoli corporate ad alto rendimento.
La sostenibilità del debito italiano resta fortemente determinata dal livello della crescita economica. Secondo gli esperti, se l'economia italiana potrà crescere nei prossimi anni i fondamentali del credito miglioreranno. A tal proposito, nel primo trimestre del 2021 il pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,4% in termini tendenziali. L'Istat ha spiegato come nei primi tre mesi dell'anno "l'economia italiana ha subito una nuova contrazione, comunque di entità più contenuta rispetto a quella registrata nel quarto trimestre del 2020".