L’incertezza dettata dai deludenti dati macro – insieme al perdurare della crisi pandemica – spinge al ribasso i rendimenti generali del mercato obbligazionario europeo. In particolare il tasso del Bund cala a -0,29%, mentre lo spread Btp/Bund risale intorno ai 104 punti base.
S. Oertmann di DZ Bank spiega come la tendenza al ribasso del mercato dei bond europei sia dovuta principalmente ai timori circa la variante Delta che sembra non dare tregua al vecchio continente – portando al rialzo i bollettini giornalieri – cui vanno aggiunte le preoccupazioni legate all’inflazione. Pensiero condiviso anche da Goldman Sachs, che considera questa mutazione Covid l’intralcio principale per le riaperture globali soprattutto nei Paesi col minor tasso di vaccinazione. Difatti secondo la banca d’affari la variante dovrebbe ostacolare in particolar modo quei Paesi – come la Russia – che hanno adottato deboli strategie di contenimento e sono ben lontani dall’immunità di gregge: peraltro la sua maggiore trasmissibilità potrebbe vanificare le strategie di acquisizione dello “zero Covid” adottate in Cina e Australia.
Dopo il deludente risultato dell’indice Zew di ieri sulle aspettative economiche, oggi viene rilevato un calo della produzione industriale mensile dello 0,3% in Germania, sorprendendo ancora una volta il consenso.
Sui differenziali dell’Eurozona interviene C. Attfield di HSBS, il quale ritiene plausibile un ulteriore restringimento degli spread in virtù della prossima revisione del Pepp dell’Istituto Centrale in autunno. Secondo l’analista la Bce potrebbe mantenersi accomodante, sottolineando la necessità di mantenere il piano di sostegno – o comunque le sue funzionalità – soprattutto per gli Stati periferici dell’Unione.