I rendimenti dei titoli di Stato europei sono leggermente diminuiti durante le prime sedute dell'anno, sebbene restino più alti rispetto a qualche mese fa. Per riferimento, sottolineano gli strategist di Unicredit, il rendimento del Btp a 3 anni è al 2,45%, 10 punti base più alto della sua media a sei mesi. Ciò riflette il tono recente più restrittivo da parte dei funzionari della Bce (in particolare Isabel Schnabel) insieme alle aspettative che lo stimolo fiscale aumenterà la crescita economica nell'area euro.
Per gli esperti la mancanza di stimolo monetario e l'elevata attività di emissione sono già prezzate nelle valutazioni attuali, e un ulteriore aumento dei rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona richiederebbe un miglioramento materiale delle variabili economiche, cosa improbabile nel breve termine. In questo contesto, "considereremmo un nuovo ribasso dei titoli di Stato dell'Eurozona come un'opportunità per andare long".
I Btp hanno continuato a sovraperformare i peer, con i loro spread rispetto ai Bund che si sono ulteriormente ridotti nelle ultime settimane, e "riteniamo che la domanda degli investitori per il debito italiano resterà sana nei prossimi mesi. L'operazione sindacata di ieri è indicativa a questo riguardo. L'appetito per i Btp da una parte e il rischio di duration dall'altra rendono il segmento a 3 anni della curva italiana una posizione confortevole", concludono da Unicredit. (riproduzione riservata)