Dopo il rialzo generale osservato ieri, la seduta odierna assiste a un’inversione di marcia dei rendimenti dei titoli di Stato, con il Bund tedesco che si conserva a -0,22% e il differenziale tra i decennali italiano e tedesco che raggiunge i 100 punti base.
Il mercato obbligazionario europeo ha assorbito i deludenti risultati forniti dall’indice Zew sulle aspettative economiche in Germania: l’indicatore mensile del sentiment tedesco ha infatti registrato un ribasso di oltre 15 punti, passando dai 79,8 di giugno ai 63,3 del mese corrente. Il notevole calo osservato è dovuto alle perduranti preoccupazioni circa la crisi pandemica, che sembra non dare tregua al vecchio continente: nello specifico M. Guetschow di Morgan Stanley spiega che tale diminuzione è stata alimentata dai forti timori relativi alla variante Delta, che potrebbe ostacolare la definitiva riapertura, soprattutto nel settore turistico e dei viaggi nella loro stagione più profittevole. Tuttavia l’economista ribadisce che l’elevato livello assoluto dell’indice stia a indicare un certo clima di fiducia da parte degli analisti circa un futuro – nonché deciso – rimbalzo economico nel secondo semestre del 2021.
Societe Generale mantiene i riflettori puntati sui differenziali dell’Eurozona. In particolare A. Kurpiel si aspetta un regime di bassa volatilità sugli spread in virtù dei finanziamenti elargiti all’interno del programma NGEU nonché dell’esborso agli Stati membri. Difatti lo stategist spiega come il sostegno fornito da questi strumenti possa scongiurare ulteriori esigenze di finanziamento da parte degli Stati periferici. Sul Pepp dichiara che l’Istituto Centrale dovrà progettare con accuratezza la gestione dei restanti 350 mld di euro entro marzo 2022.