Dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione americana, i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona trattano in netto calo, con il costo di finanziamento del Btp decennale in calo di 14 punti base al 3,74% e quello del Bund decennale che scende di 11 punti base al 2,43%. I rendimenti dei Treasury americani mostrano una contrazione più contenuta con il bond decennale al 4,37% e il bond biennale al 4,73%.
Ad aprile, l’inflazione degli Stati Uniti è cresciuta meno del previsto: l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,3% rispetto allo 0,4% di marzo e rispetto allo 0,4% atteso dagli analisti. Su base annua, l’l’inflazione ha rallentato dal 3,5% al 3,4%, in linea con le attese. Il dato core invece è cresciuto dello 0,3% su base mensile e del 3,6% su base annua. I dati positivi fanno aumentare le probabilità attese di un taglio dei tassi della Fed nella riunione del 18 settembre: il mercato sconta un taglio di 25 punti base con una probabilità del 53%.
Nell’Eurozona, secondo le stime flash dell’Eurostat, il Pil del primo trimestre 2024 è cresciuto dello 0,3%, in linea con le aspettative. Si prevede inoltre una crescita del prodotto interno lordo dello 0,8% nel 2024 mentre nel 2025 il pil dovrebbe aumentare di 1,4%. Nel contesto italiano, la Commissione Europea ha rivisto al rialzo le attese sulla crescita nel 2024; si prevede infatti un aumento dello 0,9% rispetto allo 0,7% indicato in precedenza. Le stime sulla crescita del 2025 però sono state abbassate dello 0,1%, indicando un +1,1%. Infine, Bruxelles prevede che quest'anno il rapporto deficit/pil si attesti al 4,4% per poi salire il prossimo anno a 4,7%, ben oltre la soglia del 3% prevista delle nuove regole di bilancio Ue.