Seduta con rendimenti poco mossi sul mercato obbligazionario europeo: nonostante i dati positivi provenienti dagli indici Pmi e dal mercato del lavoro dell’Eurozona, si registra infatti un lieve calo del tasso di finanziamento del Bund tedesco (-0,18%), mentre lo spread Btp/Bund oscilla intorno ai 108 punti base. Malgrado il rialzo dell’inflazione, che nel mese di maggio ha visto raggiungere il 2% grazie alla spinta degli effetti dell’energia, gli investitori non si aspettano un’ulteriore accelerazione del processo di riduzione degli stimoli dalla Bce. Secondo Morgan Stanley la politica della Bce nella prossima settimana non sarà intaccata dall’incremento dei prezzi. Un monito agli investitori giunge invece da C. Weil di Commerzbank, evidenziando che tale aumento sia principalmente causato da effetti speciali.
Dalle previsioni Raffeisen sembra che il moderato aumento dei rendimenti reali – dovuti alla riduzione degli acquisti netti di obbligazioni da parte della Bce – andrà a incidere sui rendimenti dei titoli di stato nel medio termine, incrementandone la ripidità. Per quanto concerne le scadenze a breve tuttavia, il rendimento previsto è decisamente più moderato e non è previsto nel prossimo futuro un accrescimento degli stessi: ciò potrebbe avvenire solo con l’inizio di un ciclo di rialzo dei tassi di riferimento delle BCN.
A proposito del futuro del PEPP, secondo gli analisti la Bce si atterrà al programma fino a quando non vi saranno conferme sulla ripresa economica, considerando una discussione sul tapering altamente improbabile almeno fino a settembre. Non solo: per allineare la politica economica alle condizioni di mercato, le caratteristiche del Qe pandemico potrebbero essere trasferite anche a quello ordinario.