Continua il sell-off sui mercati obbligazionari statunitensi, complici le stime al rialzo del Pil rilasciate dalla Fed dopo la riunione del Fomc, le quali prevedono un incremento del 3,8% nel 2022 e del 2,5% nel 2023; numeri che riflettono una crescita economica più forte del previsto, la quale potrebbe portare ad un aumento della spesa dei consumatori con un conseguente aumento dei salari, che a loro volta peserebbero sull’inflazione, causandone un possibile ulteriore incremento.
Il rendimento del T-Bond americano a 10 anni esce dal canale di attenzione, aumentando ora all’1,417%; Btp italiani e Bund tedeschi decennali non sono da meno, i loro rendimenti fanno un balzo verso l’alto portandosi in questo momento rispettivamente allo 0,770% ed al -0,236%, a dimostrazione che gli investitori stanno spostando i loro capitali dal mondo obbligazionario verso quello azionario, spaventati da una possibile erosione del valore della valuta fiat nel tempo.
Rimangono dubbi sulla sorte del tapering in Usa, il quale dovrebbe partire a Novembre, dati sull’occupazione permettendo, ma a ridosso del suo mandato, che scadrà a Febbraio, Powell potrebbe rinviare al prossimo anno l’allentamento del Qe, per evitare di fungere da capro espiatorio per possibili peggioramenti sui Mercati americani.
Parlando di dati macro economici è in calo la fiducia delle aziende tedesche, a confermarlo è l’IFO index, che scende a 98,8 punti dai 99,6 di Agosto, mentre il PMI dell’Eurozona è in lieve contrazione a 56,1 punti, pur sempre indicatore di un'economia in espansione. In lieve calo anche il PMI Usa, che si riporta a 54,6 punti.
Intanto Germania ed Europa sono in grande attesa per i risultati delle elezioni Federali che si terranno questo week-end.