Rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona poco mossi dopo la pubblicazione dell'indice dei prezzi al consumo dell'area euro, con il costo di finanziamento del Bund decennale che sale di un solo punto base al 2,46%. Lo spread è in lieve rialzo, poco sotto 115 punti base. Il tasso d'inflazione annuale nell'area euro è salito al 2,4% a dicembre dal 2,2% del mese precedente, secondo la stima preliminare pubblicata da Eurostat. La lettura è in linea con le stime del consenso degli economisti. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,4%. A fine seduta i rendimenit però salgono con maggior enfasi, e il Btp decennale rende oggi il 3,62% annuo. Su base mensile, i prezzi al consumo core sono cresciuti dello 0,5%. "L'inflazione complessiva dell'Eurozona è salita al 2,4% a dicembre, mentre quella core si è stabilizzata al 2,7%. Ciò manterrà la Bce su un percorso di cauto allentamento" della politica monetaria, affermano gli economisti di Ing. Rispetto agli Stati Uniti e alle prossime mosse della Federal Reserve americana, "è sempre un dato molto importante quello sul mercato del lavoro. Lo è probabilmente ancora di più il prossimo dato sull'inflazione", dopo che il presidente delle Fed, Jerome Powell, ha sottolineato il peso della crescita dei prezzi sulle decisioni di politica monetaria della Banca centrale Usa. Lo ha dichiarato a Class Cnbc Massimiliano Maxia, fixed income product specialist di Allianz Global Investors. Maxia, tuttavia, si aspetta che i dati non cambieranno le previsioni a breve termine sulla Fed, da cui il mercato si attende un mantenimento dei tassi nella riunione di questo mese. L'analista sostiene che la Fed potrebbe effettuare un taglio di 25 punti base a marzo.