Il mercato obbligazionario europeo registra una flessione nei rendimenti. Il costo di finanziamento del Bund decennale scende di 4 punti base al 2,21%, mentre il Btp a 10 anni si attesta al 3,45%, in calo di cinque punti base, con lo spread tra i due titoli poco mosso a 126 punti base.
A rafforzare la percezione di stabilità per l’Italia contribuisce Moody’s, che conferma il rating sovrano a Baa3 con outlook stabile. L’agenzia prevede una crescita moderata, sostenuta dal miglioramento dei consumi privati e dall’accelerazione nell’attuazione del Piano di Ripresa e Resilienza, stimando un PIL in aumento dello 0,9% nel 2025 e dell’1% nel 2026.
Negli Stati Uniti, i Treasury seguono una dinamica simile, con i rendimenti del decennale e del biennale che convergono intorno al 4,29%, segnalando un temporaneo appiattimento della curva.
Le dinamiche recenti sono influenzate principalmente dalle prospettive sulle politiche monetarie. La Banca Centrale Europea si mostra cauta: il capo economista Philip Lane sottolinea che le prossime decisioni sui tassi dipenderanno dalle nuove proiezioni di dicembre e dai rischi legati all’inflazione. Lane evidenzia inotre come la politica monetaria non possa restare eccessivamente restrittiva, per evitare un impatto negativo sulla crescita economica.
Sul fronte macroeconomico, si segnala che, l’indice Ifo tedesco scende a 85,7 punti a novembre, evidenziando un peggioramento del sentiment delle aziende tedesche. Il settore manifatturiero e quello dei servizi risultano più pessimisti, mentre il commercio mostra un lieve miglioramento. Tuttavia, la fiducia resta complessivamente fragile, riflettendo un contesto economico difficile.