Il mercato obbligazionario europeo mostra rendimenti in calo: il costo di finanziamento del Bund decennale si attesta al 2,04%, e quello del Btp decennale segna il 3,26%, con lo spread in lieve contrazione a 120 punti base. Nonostante la conferma del rating francese ad AA- con outlook stabile da parte di S&P, il rendimento degli Oat francesi a 10 anni registra un lieve rialzo al 2,91%, e lo spread con il Bund si amplia a 85 punti base. Gli investitori restano cauti a causa delle incertezze politiche in Francia, che potrebbero mantenere alta la pressione sul differenziale nelle prossime settimane.
Negli Stati Uniti, i rendimenti dei Treasury trattano in rialzo: il decennale tocca il 4,217% e il biennale il 4,204%. Gli operatori osservano con attenzione i dati macro, tra cui il Pmi manifatturiero di novembre nella lettura finale, che si è attestato a 49,7 punti, in miglioramento rispetto ai 48,5 di ottobre. Tuttavia, rimane sotto la soglia dei 50 punti per il quinto mese consecutivo, segnalando un settore manifatturiero ancora in contrazione.
Sul fronte macroeconomico, l’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona cala a 45,2 punti, segnalando un ulteriore peggioramento della produzione industriale, con una contrazione più marcata dei nuovi ordini. In Italia, l’indice Pmi si ferma a 44,5 punti, evidenziando una performance debole, mentre l’Istat conferma una crescita economica piatta nel terzo trimestre (+0,4% su base annua).
Nei prossimi giorni l'attenzione si sposta sui dati macro previsti a breve, tra cui il rapporto JOLTS e il report sull’occupazione di novembre. Quest’ultimo è particolarmente rilevante per le attese sulla prossima decisione della Fed, il 17-18 dicembre, su eventuali tagli ai tassi.