Inizia oggi il quarto quadrimestre sui mercati finanziari ed i tassi di interesse dei titoli di Stato dell’Eurozona si riassorbono in buona parte, riportandosi a livelli già visti ad inizio anno. I rendimenti di Bund tedeschi e di Btp italiani con scadenza decennale sono attualmente al -0,2335% ed allo 0,801%, con uno spread a 104,4 punti base, in linea con la lettura recedente.
Nel frattempo sale ai massimi dal 2008 l’inflazione in Euro area; l'indice dei prezzi al consumo secondo la lettura preliminare è salito del 3,4% a Settembre su base annua, ed è in forte accelerazione rispetto al +3% di Agosto, mentre l'indice dei prezzi core, che esclude energia, alimenti ed alcool, è salito dell'1,9% su base annua, anche in questo caso in accelerazione rispetto al dato di Agosto al +1,6%.
"Guardando al futuro, ulteriori aumenti dell'inflazione sembrano quasi una certezza", afferma Allen-Reynolds, spiegando come i governi abbiano adottato misure per limitare l'aumento dei prezzi di elettricità e gas, ma che non riusciranno a fermare l'accelerazione dell'inflazione energetica, inoltre secondo Capital Economics, l’inflazione presto raggiungerà il 4%, ma tuttavia diminuirà notevolmente nel 2022 per poi assestarsi nel 2023 ben al di sotto del 2%.
Considerando altri dati Europei, flette in Germania il PMI, passando dai 62,6 punti ai 58,4 attuali, mentre in Italia il dato, seppur di poco, sorprende le aspettative, portandosi a 59,7 punti contro i 59,4 attesi.
Nel comparto obbligazionario Usa, dopo giorni di forti vendite dovute anche ad una maggiore chiarezza sul tapering e sulle politiche meno accomodanti che adotterà la Banca centrale, calano i rendimenti dei Treasury a 10 anni, attestandosi al momento all’1,486%.