Nella prima seduta del secondo semestre il differenziale tra Btp e Bund si avvicina alla soglia dei 100 punti base, sospinto dalla confortante pubblicazione dei dati macro sul manifatturiero italiano nonché dai segnali di fiducia giunti da M. Draghi. Nel suo intervento all’Accademia dei Lincei infatti il Premier ha dichiarato che l’economia e l’istruzione sono ormai ripartite, prospettando un periodo favorevole per il nostro Paese che però non deve dimenticare una pandemia ancora in atto.
Il dato sul Pmi manifatturiero si è attestato a 62,2 punti e – seppur in lieve contrazione rispetto all’esito di maggio – batte le aspettative del consenso. il risultato non sorprende L. Cooper di Ihs Markit, il quale evidenzia come il rapido aumento della produzione e della domanda abbiano permesso al settore di proseguire a ritmi serrati fino quasi a toccare il valore record dell’indagine. Aggiunge tuttavia che i grossi ritardi delle consegne, unita alle continue interruzioni delle forniture, potrebbe ostacolare seriamente la capacità produttiva davanti al rapido incremento degli ordini. L’insufficienza delle materie prime ha peraltro alimentato ulteriormente l’inflazione, dal momento che le imprese hanno dovuto sostenere maggiori costi logistici. Mai in quasi 25 anni di indagine – sostiene sempre Cooper – si era registrato un così rapido incremento dell’inflazione dei costi di acquisto, portando inevitabilmente a un altrettanto rapido aumento dei prezzi di vendita.
All’interno del campione analizzato inoltre si percepisce un generale ottimismo da parte delle imprese, le quali hanno scelto di assumere personale aggiuntivo per fronteggiare l’aumento di domanda, ritenendo che si manterrà forte anche nel prossimo futuro.