I rendimenti registrano un calo generale sul mercato obbligazionario europeo, con il Bund tedesco in particolare che scende a -0,48% e il differenziale Btp/Bund che si allarga intorno a 104 bp.
In una settimana caratterizzata dalla carenza di significati dati macro europei, l’attenzione degli investitori – sostiene G. Sersale di Anthilia Capital Partners Sgr – sarà focalizzata oltreoceano sui dati occupazionali e sui payroll USA. Nell’ultima riunione il presidente Fed J. Powell aveva dichiarato che il Fomc avrebbe proseguito nel monitoraggio dei dati sul mercato del lavoro, in attesa di risultati concreti prima di discutere l’avvio del tapering. Sersale osserva che prima della prossima conferenza vi sarà la pubblicazione di 2 report sull’occupazione USA, di cui solo uno prima del simposio di Jackson Hole: in caso di numeri forti, verosimilmente Powell potrebbe già annunciare una prossima riduzione sul programma di acquisti che, in caso contrario, verrebbe soltanto posticipata in autunno.
Bert Flossbach di Flossbach von Storch diffida invece dal tasso di inflazione dell’area Euro – previsto dalla Bce all’1,5% nel 2022 e all’1,4% nell’anno successivo – dal momento che tale precisione sembra uno strumento per segnalare un illusorio basso rischio di inflazione. Secondo l’esperto, ciò permetterebbe all’Istituto Centrale di giustificare il mantenimento di una politica monetaria ultra-accomodante.
Una posizione più ottimista è assunta da A. Talavera di Oxford Economics, secondo cui il graduale allentamento delle restrizioni e il significativo incremento dei dati sulla mobilità nel periodo estivo segnalano un evidente slancio dell’economia europea, destinata a crescere a un ritmo sostenuto anche nel prossimo trimestre.