I rendimenti obbligazionari dell’Eurozona stornano leggermente dopo i decisi rialzi consolidati in questi giorni. I Bund decennali rendono ora il -0,2195%, mentre i Btp italiani della stessa scadenza lo 0,8015%; risulta in lieve diminuzione anche lo spread, che si attesta ora a 103,1 punti base.
"Pensiamo che ci sia ancora spazio per un incremento dei rendimenti, diverse Banche centrali hanno segnalato di essere pronte ad alzare i tassi di interesse, non solo la Fed nel 2022, ma anche la Bank of England considera di fare altrettanto per il Q4. Le Banche centrali stanno mostrando la loro determinazione nel ridurre le politiche accomodanti per contrastare un'inflazione persistentemente alta", afferma Florian Spate, Senior Bond Strategist di Generali Investments.
Tra le ragioni di questo sell-off sul mercato dei Bond troviamo le preoccupazioni legate all’aumento dell’inflazione, dovuta non solo al rincaro di materie prime come gas e petrolio, ma anche ai diversi problemi di rifornimento delle merci, i quali alterano l’equilibrio tra domanda e offerta. Intanto l’ufficio statistico tedesco afferma che i prezzi delle importazioni sono aumentati del 16,5% su base annua ad Agosto, e le importazioni di energia sono costate il 93,6% in più rispetto al 2020.
A preoccupare i Mercati è anche l’assenza di un decisione politica di Democratici e Repubblicani in merito al debt ceiling americano, decisione che dovrà esser presa entro il 18 Ottobre, ma a pochi giorni dall’evento vi è ancora un rifiuto di conciliazione che potrebbe essere dannoso per il Paese. Il Governo americano potrebbe andare in default se non onorasse i propri debiti, ed un tetto del debito configurato come al momento non basterebbe ad avere la liquidità necessaria.