All’indomani della riunione Bce – che ha confermato l’attuale ritmo di acquisti in ambito Pepp – calano i rendimenti dei titoli di stato dell’Eurozona, con il Bund tedesco che raggiunge i livelli di aprile (-0,27%). Lo spread continua a restringersi lievemente, gravitando ora intorno ai 102 punti base.
D. Messi di Julius Baer richiama l’attenzione sugli stati periferici, evidenziando come i loro spread rispetto ai titoli decennali tedeschi si stiano riducendo notevolmente. L’analista spiega infatti che il messaggio accomodante giunto dalla conferenza di ieri – unitamente all’avvio del Recovery Fund – potrà rasserenare i mercati del debito periferico nel prossimo futuro, dando ai bond di tali Paesi ulteriori spinte.
A seguito della pubblicazione dei dati macro USA – che hanno rilevato una crescita mensile dell’inflazione intorno allo 0,6% – M. Leister di Commerzbank sottolinea l’impatto del considerevole rally sui Treasury, che permette ai titoli statunitensi di guidare le valutazioni. K. Neiss di PGIM Fixed Income si espone invece sulla zona Euro avvisando delle difficoltà in cui potrebbe incappare la Bce, dovute alla debole inflazione pre-pandemica e ai rallentamenti del mercato del lavoro.
L’incontro di ieri ha indubbiamente gettato solide basi per il mantenimento delle attuali – nonché favorevoli – condizioni di finanziamento, risparmiando ulteriori difficoltà alla già fragile ripresa. A. Piazza di MFS Investment Management sostiene che i mercati assorbiranno i messaggi positivi giunti dall’Istituto Centrale, ipotizzando incrementi di volatilità a settembre, in prossimità della riunione in cui con molta probabilità verranno rilette le strategie di acquisto nel quadro del Qe pandemico.