I rendimenti dei titoli di stato europei si muovono al ribasso, con il costo di finanziamento del Bund decennale al 2,10% e quello del Btp decennale al 3,30%. Lo spread tra i due titoli si restringe ulteriormente a 121 punti base.
Anche il rendimento dell’Oat decennale registra una lieve flessione al 2,92%, con uno spread poco mosso a 85 punti base rispetto al Bund.
Gli operatori mostrano crescente cautela verso la Francia, che presenta un deterioramento strutturale del credito e un contesto politico incerto. Questo si riflette in un possibile peggioramento dell’outlook sul rating da parte di S&P, che potrebbe seguire Fitch nel segnalarlo come negativo.
Anche Negli stati uniti, i rendimenti dei Treasury seguono la tendenza al ribasso, con il decennale in calo di 3 punti base al 4,21% e il biennale che scende di 2 punti base al 4,19%.
Sul fronte macroeconomico, l’inflazione nell’Eurozona si attesta al 2,3% a novembre, in linea con le attese. Il dato riflette una significativa riduzione rispetto ai picchi recenti, ma l’inflazione core (che esclude energia e alimentari) rimane stabile al 2,7%, leggermente al di sotto delle previsioni di un aumento al 2,8%. Questo andamento è dovuto a un indebolimento marginale dell’inflazione nei servizi, compensato però da un aumento nei beni di base. Gli effetti base legati all’energia continuano a svolgere un ruolo chiave nel moderare l’inflazione generale.
In Francia, il PIL del terzo trimestre registra una crescita dello 0,4%, tuttavia, il quadro fiscale si deteriora ulteriormente, con il deficit pubblico che si amplia al 6,3% del PIL.