Sono state rese note intorno alle 20 di ieri le intenzioni della Fed, che dopo due giorni di meeting in occasione del Fomc, ha rilasciato il report tanto atteso dai mercati, i quali sembrano aver già scontato il possibile inizio del tapering a Novembre.
Notizie che non hanno scosso le Borse quelle trapelate dalle decisioni della Fed, la quale resta accomodante mantenendo i tassi di interesse fermi in un range compreso tra lo 0% e lo 0,25%, ma il dot plot, che rappresenta le opinioni dei 18 membri del congresso in merito ai tassi, è stato rivisto, e con un pareggio di 9 a 9, alcuni membri del board hanno espresso la probabilità secondo la quale la Fed aumenterà già nel 2022 i tassi, mentre secondo i restanti, tale decisione verrà presa nel 2023, fermo restando che il tasso ufficiale raggiungerà nel 2024 un valore dell’1,75%.
Rimane positivo Powell, sostenendo che l’economia americana si sia ripresa, e in caso non ci siano dati troppo negativi sul prossimo non farm payroll, afferma che il tapering potrà iniziare già nel prossimo trimestre, per terminare circa a metà del 2022. Sono tuttavia deludenti i dati sull’initial jobless claims, i quali mancano le aspettative portandosi a 351000 unità, a discapito delle 320000 previste; proprio su questo fronte, dichiara Powell, bisognerà assicurarsi che i problemi legati all’inflazione ed al lavoro siano temporanei, per evitare che una volta eliminato il Qe si presentino situazioni d’oltraggio all’economia statunitense.
Sul fronte obbligazionario Europeo intanto si assiste ad un lieve sell-off di Btp italiani e Bund tedeschi, con i loro rendimenti a dieci anni che si attestano rispettivamente allo 0,706% ed al -0,2775%, in aumento rispetto alla giornata di ieri.