Non convince più investitori e consumatori la narrativa portata avanti dalle principali Banche centrali in merito alla transitorietà dell’inflazione, dati alla mano è possibile constatare come i salati rincari nel comparto energetico si stiano portando avanti a ritmi impressionanti ed insostenibili, soprattutto a causa della supply-chain messa in ginocchio da domanda repressa e problemi legati all’occupazione.
In Inghilterra si stanno verificando problemi di approvvigionamento di petrolio che stanno causando rallentamenti nei rifornimenti pubblici, mentre in California del sud si è verificato un blocco record di 73 navi cargo, impossibilitate ad entrare nel complesso portuale di Los Angeles-Long Beach, il più grande degli Stati Uniti, il quale movimenta il 40% delle importazioni di container negli Stati Uniti ed il 30% delle esportazioni, fungendo da punto chiave per le merci importate dall'Asia.
Un contesto del tutto inflazionistico, dunque, quello che stiamo vivendo, e mentre Goldman Sachs prevede un’inflazione core dell'eurozona in aumento a Settembre all'1,96% su base annua, maggiore rispetto alle aspettative europee, la Presidente Lagarde continua a rassicurare i Mercati, precisando come questa ripresa sia fortemente atipica e come i suoi effetti siano costantemente monitorati, soprattutto le strozzature sulle catene di fornitura globali.
In linea con l’aumento dei rendimenti dei T-Bond americani decennali, che in questo momento rendono l’1,555%, reagiscono male all’attuale frangente economico anche obbligazioni europee come Btp italiani e Bund tedeschi a 10 anni, i quali rendimenti schizzano in questo momento rispettivamente allo 0,867% ed al -0,1870%, con lo spread in aumento a 104 punti base.