Continua la corsa al ribasso dello spread Btp/Bund anche nella seduta odierna, gravitando intorno ai 105 punti base. Secondo JP Morgan tale differenziale è destinato a restringersi ulteriormente, fino a toccare i 90 punti base alla fine del prossimo trimestre, grazie alla mano ferma della Bce ribadita ieri da Panetta, il quale ha suggerito di non abbassare la guardia davanti a una crisi pandemica non ancora superata.
Gli aiuti elargiti dall’Istituto Centrale proseguono il proprio iter: nell’ambito del programma di emergenza pandemica infatti sono stati effettuati circa 24 mld di acquisti di asset solo la scorsa settimana. Citi aggiunge che la Bce acquisterà altri 80 mld di euro di asset nel prossimo mese – proseguendo il trend dell’attuale trimestre – per poi rallentare il passo ad agosto, in linea con il rallentamento stagionale delle emissioni sovrane.
Sugli spread dell’area Euro interviene F. Palmas di Capital Economics, asserendo che nei prossimi anni non è previsto un aumento dei differenziali in virtù dell’equilibrio instauratosi tra il rischio di eventi politici – verosimilmente diminuito – e il timore di un prossimo taglio dei sostegni da parte della Banca Centrale.
B. Henseler di DZ Bank confronta le politiche monetarie assunte dalla Fed e dalla Bce: spiega infatti che, se la prima non avrà grossi problemi nella sua attuazione, la seconda invece dovrà affrontare una fragile unione monetaria assumendo oltretutto un atteggiamento molto più accomodante rispetto a quello dell’Istituto Centrale USA. Henseler prosegue l’analisi Bce congetturando un primo rialzo dei tassi nel secondo semestre del 2023 e – qualora il mercato risponda bene al primo tentativo – ve ne sarà un secondo agli inizi dell’anno successivo.