Prosegue il trend al rialzo dei rendimenti sul mercato obbligazionario europeo dopo la gran quantità di dati macro pubblicati ieri da Eurostat. Il Bund tedesco ritorna sopra la soglia del -0,40% e si attesta ora a -0,37%, mentre lo spread Btp/Bund è in contrazione a circa 107 bp.
Secondo C. Rieger di Commerzbank l’incremento sopra le attese dell’inflazione core nell’area euro, unitamente all’annuncio anticipato dell’emissione di un nuovo bund trentennale sono le ragioni principali della corsa al rialzo del decennale tedesco. A queste vanno aggiunte alcune dichiarazioni più aggressive rilasciate dalla Bce: i funzionari R. Holzmann e K. Knot hanno asserito infatti che l’Istituto Centrale potrebbe dar presto inizio a un graduale rallentamento del ritmo di acquisti in ambito Pepp. Tuttavia MUFG ribadisce che verosimilmente la maggioranza del board si opporrà a tal misura nella prossima riunione del 9 settembre.
Eppure i primi segnali di apertura verso il tapering sono implicitamente giunti dalle parole del vicepresidente Bce L. De Guindos, il quale in un’intervista ha affermato che la crescita dell’economia dell’Eurozona – ben al di sopra delle attese – potrebbe influenzare significativamente le prossime decisioni dell’Istituto. Aggiunge che, considerando anche un eventuale allineamento dell’inflazione al livello target, si andrebbe incontro a una progressiva normalizzazione della politica monetaria nonché fiscale.
Sulla prossima riunione Bce interviene anche M. Wolburg di Generali Investments, ritenendo che non vi saranno modifiche sui tassi data la natura transitoria dei picchi sui prezzi. Infine ha spiegato che il Pepp potrebbe addirittura essere esteso oltre la scadenza qualora le condizioni sanitarie peggiorassero.