Dopo i buoni dati sulla crescita economica si assiste a un generale rialzo dei rendimenti sul mercato obbligazionario europeo. Il tasso di finanziamento del Bund tedesco sale a -0,46% mentre lo spread Btp/Bund oscilla intorno ai 106 bp.
Nonostante l’emergenza pandemica ancora in atto – con la variante Delta che continua a diffondersi rapidamente – l’indice Pmi dell’Eurozona di agosto ha registrato 59,5 punti: non è una sorpresa per B. Colijn di ING, il quale si attendeva una lieve flessione dopo il risultato record di luglio. Spiega infatti che l’ultima lettura mostra una crescita europea in linea col proprio trend nonostante i timori legati al Covid, all’inflazione e alla carenza di materie prime. Anche C. Williamson ritiene incoraggiante l’ultimo dato, sottolineando come le imprese siano state solo sfiorate dalle difficoltà legate alla pandemia – come la creazione di colli di bottiglia – e controbilanciate dall’allentamento delle restrizioni grazie alla massiccia campagna vaccinale.
L’indice relativo al settore dei servizi e al manifatturiero si sono invece attestati rispettivamente a 59,7 e 61,5 punti, entrambi in marginale calo rispetto a luglio. Williamson commenta i dati evidenziando come le aziende dell’area Euro siano state significativamente danneggiate dai ritardi nella supply chain, impedendo loro di soddisfare la domanda e innescando un inevitabile incremento dei prezzi.
Tuttavia su quest’ultimo punto l’economista offre una visione più ottimista, ritenendo che la pressione inflazionistica potrebbe aver già raggiunto il proprio picco. Difatti negli ultimi due mesi si è registrato un notevole aumento dei posti di lavoro che dimostra l’impegno delle imprese nel soddisfare la domanda e abbassare i prezzi.