La recrudescenza del virus – unita ai timori sull’inflazione – continua ad alimentare la flessione dei bond europei verso il basso, catalizzata peraltro dal calo dei rendimenti dei Treasury sotto quota 1,3%. Il tasso di finanziamento del Bund tedesco scende a -0,37% – mai così basso da inizio anno – mentre lo spread Btp/Bund si allarga a 109 bp.
Mps Capital Services ritiene che la rapida diffusione della variante Delta sia il motivo principale del trend ribassista sul mercato obbligazionario, avendo innescato quei timori relativi alla ripresa economica che portano gli investitori a mostrare una forte avversione al rischio e dunque molta cautela. Opinione condivisa anche da Unicredit, la quale sostiene che il calo dei rendimenti sia legato maggiormente agli sviluppi della pandemia.
Risulta più ottimista A. Kenningham di Capital Economics, dichiarando che l’aumento dei contagi potrebbe portare a ulteriori restrizioni nel prossimo futuro ma senza ostacolare significativamente la ripresa economica dell’Eurozona. I bollettini giornalieri infatti non mostrano un incremento dei ricoveri ospedalieri, specialmente nei Paesi con un alto tasso di vaccinazione: un’altra stretta sarebbe necessaria qualora aumentasse la pressione sui sistemi sanitari ma in ogni caso dovrebbe riguardare solo specifici settori economici.
Intanto cresce l’attesa per la riunione Bce: E. Voelker di LBBW prevede una ricalibrazione della forward guidance in base alla nuova strategia da parte dell’Istituto Centrale, senza però aspettarsi modifiche sui tassi di interesse chiave e sui programmi di Qe. Secondo la banca tedesca la nuova forward guidance alzerà l’asticella per l’uscita dalla politica monetaria accomodante della Bce.