La settimana comincia con un generale rialzo dei rendimenti sull’obbligazionario europeo – col Bund che sale a -0,46% – e una lieve contrazione dello spread Btp/Bund intorno a 102 bp.
Barclays punta i riflettori sugli stati periferici dell’area Euro, sostenendo che siano stati particolarmente agevolati dalla politica accomodante della Bce. Secondo la banca inglese infatti l’atteggiamento assunto dall’Istituto Centrale ha reso più allettanti le obbligazioni di tali Paesi, soprattutto Italia e Spagna, in virtù del loro contesto politico piuttosto stabile. Inoltre il notevole selloff dei rendimenti core nel primo semestre del 2021 ha ulteriormente rafforzato l’interesse degli investitori verso i bond periferici.
Intanto E. Voelker di Lbbw dichiara che la curva dei rendimenti sul Bund interamente sotto lo zero mostri un ingiustificato atteggiamento speculativo degli investitori su futuri allentamenti della politica monetaria della Bce: secondo Voelker infatti il progresso della campagna vaccinale unitamente ai recenti e positivi dati macro dovrebbero al contrario indurre un futuro inasprimento della politica Bce. Analogamente G. Gale di NatWest Markets ritiene infondate le aspettative intorno a -0,50% del decennale tedesco.
Si segnala inoltre un allungo del Treasury statunitense, che supera l’1,3%. Secondo E. Souza di Svb il significativo incremento è giustificato dai buoni dati macro pubblicati venerdì e aggiunge che il trend ribassista nella parte più lunga della curva rifletta la fiducia degli investitori nella Fed, ritenendola capace di poter gestire l’inflazione. Lo stesso J. Powell nell’ultima riunione Fomc aveva ribadito la natura transitoria dell’aumento dei prezzi, destinata a rallentare nel prossimo futuro.