I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona trattano in rialzo dopo il taglio dei tassi d'interesse di 25 punti base della BCE, come da attese. Inoltre, come annunciato lo scorso 13 marzo a seguito del riesame dell’assetto operativo, il differenziale tra il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali e il tasso sui depositi sarà fissato a 15 punti base.
Il Bund decennale si attesta al 2,15% in rialzo di 4 punti base, mentre il BTP a 10 anni stabile al 3,546%, con lo spread tra i due in calo di 2,5 punti base a 134,9.
La BCE ha indicato che, nonostante il rallentamento dell’inflazione complessiva, l’inflazione di fondo legata ai servizi è stata più alta del previsto, mantenendo una linea di politica monetaria restrittiva per il tempo necessario a raggiungere l’obiettivo del 2%. Secondo le nuove proiezioni, l’inflazione tornerà al 2% entro il 2026, mentre la crescita economica è prevista allo 0,8% nel 2024, con una leggera revisione al ribasso dovuta alla debolezza della domanda interna.
Negli Stati Uniti, i rendimenti dei Treasury sono in rialzo dopo i dati macroeconomici pubblicati oggi. Il decennale americano segna un rendimento del 3,678%, mentre il biennale si attesta al 3,65%. I prezzi alla produzione (PPI) sono aumentati dello 0,2% su base mensile, lievemente superiori alle previsioni, segnalando pressioni inflazionistiche moderate. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono aumentate a 230.000, sopra le attese, ma il mercato non prevede cambiamenti sostanziali nella politica della Federal Reserve.
L'attenzione resta alta sia in Europa che negli Stati Uniti, con i mercati che valutano le implicazioni dei dati macroeconomici sulle future decisioni di politica monetaria.