I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona trattano anche oggi in lieve ribasso, con il costo di finanziamento del Bund decennale al 2,91%, in attesa della riunione della Banca centrale europea di giovedì. Il Btp si ferma invece al 3,68%, e anche oltreoceano la situazione si sta normalizzando.
«Per la sesta riunione consecutiva dall'ultimo taglio dei tassi a giugno scorso, prevediamo che il Comitato esecutivo della Bce mantenga il tasso sui depositi al 2%. Nonostante il conflitto in Medio Oriente, che crea rischi al rialzo per l'inflazione e rischi al ribasso per l'economia, è improbabile che la Bce modifichi la sua politica monetaria nel breve termine. L'ampiezza e la durata dello shock sul lato dell'offerta legato alle interruzioni senza precedenti del transito nello stretto di Hormuz restano troppo incerte per giustificare una reazione immediata.
Ciononostante, la Banca centrale continuerà a monitorare da vicino i possibili impatti, in particolare sulle attese di inflazione e gli effetti secondari», afferma François Rimeu, Senior Strategist di Crédit Mutuel Asset Management. L'esperto ritiene che Christine Lagarde ribadirà il fatto che le prospettive restano molto incerte.
«I prezzi energetici in crescita e i vincoli sull'offerta dovrebbero portare a una revisione al ribasso della crescita 2026 rispetto alle proiezioni di dicembre dell'1,2%. Tuttavia, è probabile che porrà l'accento sulla resilienza dell'economia europea rispetto agli shock esterni. In merito all'inflazione, lo scenario di dicembre, che prevedeva un calo temporaneo prima di un ritorno al 2% nel 2028, dovrebbe essere rivisto significativamente al rialzo per il 2026 a causa dell'impennata recente dei prezzi energetici». (riproduzione riservata)