Lo spread Btp/Bund ha chiuso in allargamento a 118,7 punti base, su nuovi massimi recenti, con il rendimento del Btp in forte ascesa e sui massimi da inizio settembre dopo le indiscrezioni secondo cui un esponente della Bce, Martin Kazaks, avrebbe ribadito la volontà dell'Istituto centrale di considerare una possibile riduzione del ritmo degli acquisti Pepp da giugno se le condizioni di finanziamento resteranno favorevoli.
Secondo gli esperti, la percezione dell'eccesso di offerta e il focus sull'eventuale tapering del programma di Qe di emergenza pandemica della Banca centrale europea sono le ragioni chiave per la recente sottoperformance dei titoli di Stato italiani, con il conseguente allargamento dello spread. Tuttavia, gli analisti sono meno preoccupati per la potenziale emissione di Btp aggiuntivi nel 2021 di quanto non sembri il mercato, poiché si aspettano che la Bce resti attenta nel gestire la fine del Pepp. Inoltre, a pesare sui rendimenti, in particolare quelli dei titoli a lunga scadenza, sono sopratutto le indiscrezioni di una nuova emissione sindacata di un titolo a 30 anni.
I mercati restano poi in attesa di Moody's. L'agenzia di rating si pronuncerà a borse chiuse e dovrebbe lasciare il rating invariato a Baa3, senza esser dunque motivo di preoccupazione per i rendimenti delle obbligazioni sovrane.
Per quanto riguarda la Bce, oggi Lagarde, interrogata su una possibile unione del mercato dei capitali, si è apertamente dichiarata a favore, ribadendo così quanto già detto ieri. “Ci aiuterebbe ad andare più velocemente verso un'unione dei mercati dei capitali di cui abbiamo bisogno perché' l'euro possa giocare un ruolo maggiore a livello internazionale”, ha sottolineato Lagarde.